Non nel senso in cui lo si dice di solito. Le 40 ore annue per ogni dipendente pubblico, dal 2025, sono un obiettivo della Direttiva del Ministro per la PA del 14 gennaio 2025, assegnato ai dirigenti come obiettivo di performance: una settimana di formazione l’anno. Non è una legge, e il testo non indica sanzioni per il dipendente.
La parola “obbligatoria” circola da mesi e va chiarita. Abbiamo scaricato la direttiva dal sito del Dipartimento della funzione pubblica e l’abbiamo letta per intero il 7 ottobre 2026: di seguito cosa dice davvero, cosa no, e dove si fanno i corsi.
Cosa prevede la direttiva del 14 gennaio 2025?
Il titolo ufficiale è “Valorizzazione delle persone e produzione di valore pubblico attraverso la formazione. Principi, obiettivi e strumenti”, firmata dal Ministro Paolo Zangrillo e rivolta alle amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 165/2001. Nella premessa si legge che la promozione della formazione è uno specifico obiettivo di performance di ciascun dirigente, che deve assicurare la partecipazione attiva dei dipendenti, per garantire un numero di ore di formazione pro-capite annue, a partire dal 2025, non inferiore a 40.
Una direttiva è un atto di indirizzo. Dà la linea alle amministrazioni, ma non è una norma di legge. Noi ci siamo fermati su questo punto, perché è qui che si scivola: si cita il numero e si dimentica la natura dell’atto.
Chi risponde se le 40 ore non vengono raggiunte?
Il dirigente. Solo lui, in prima battuta. La direttiva ricorda la responsabilità dirigenziale dell’articolo 21 del decreto legislativo 165/2001: l’inosservanza delle direttive o il mancato raggiungimento degli obiettivi può portare al mancato rinnovo dell’incarico e, nei casi più gravi, alla revoca o al recesso. I risultati negativi accertati dall’Organismo indipendente di valutazione incidono anche sul trattamento accessorio legato ai risultati, ai sensi dell’articolo 24. In più, il codice di comportamento, dopo la modifica del 2023, qualifica come illecito disciplinare il fatto che il dirigente non colga le occasioni di formazione per sé e per i collaboratori.
Per il dipendente? Zero. Nel testo letto non compaiono sanzioni a suo carico per le ore mancanti. Il dovere, come scrive la direttiva, è che l’amministrazione crei le condizioni per partecipare.
Quali corsi sono davvero obbligatori per legge?
Qui il discorso cambia. Alcune formazioni lo sono per norma. La direttiva ne richiama sette ambiti, senza pretesa di esaustività:
- informazione e comunicazione delle amministrazioni (legge 150/2000, articolo 4);
- salute e sicurezza sul lavoro (decreto legislativo 81/2008, articolo 37);
- prevenzione della corruzione (legge 190/2012, articolo 5);
- etica, trasparenza e integrità;
- contratti pubblici (decreto legislativo 36/2023);
- lavoro agile;
- pianificazione strategica.
Sul lavoro agile il testo è netto: la sottoscrizione di nuovi accordi individuali è subordinata alla fruizione della formazione da parte di dirigenti e dipendenti. Per scuola e sanità la direttiva cita, a titolo di esempio, gli obblighi propri di ciascun settore: la formazione in servizio dei docenti e quella continua dei professionisti sanitari. Le 40 ore comprendono anche questi corsi? Il testo non fornisce una regola di computo: va chiesto al proprio ufficio del personale.
Dove si fanno le 40 ore e quanto costano?
La direttiva indica una “porta d’ingresso”: la piattaforma Syllabus del Dipartimento della funzione pubblica, messa a disposizione a titolo gratuito. Le amministrazioni devono registrarsi, abilitare tutti i dipendenti e, necessariamente, i neoassunti. Syllabus propone percorsi sulle cinque aree strategiche: leadership e soft skills, transizione amministrativa, digitale, ecologica, e valori e principi delle amministrazioni.
Non è l’unica strada. Per fortuna. Il testo cita i corsi della Scuola Nazionale dell’Amministrazione, i percorsi di Formez PA, i finanziamenti PNRR come il progetto PerForma PA, le condizioni agevolate per lauree e master di “PA 110 e lode”, la formazione in house e l’offerta di mercato.
Il Dipartimento ha poi presentato, il 28 luglio 2025, il progetto “Essere PA”: tre moduli da 14 ore ciascuno, in presenza, gratuiti, indicati come uno degli strumenti per l’obiettivo individuale di 40 ore annue. Controlla sempre il calendario sul sito ufficiale del progetto.
Come sta andando l’attuazione?
Il Dipartimento ha presentato il 27 febbraio 2026 il rapporto “La formazione del personale delle amministrazioni pubbliche”: secondo il comunicato, oltre il 75% dei dipendenti pubblici ha partecipato ad almeno un corso nell’ultimo anno. Il 30 marzo 2026 ha aperto un’indagine sull’attuazione della direttiva per il 2025 e sulla programmazione 2026, con chiusura prevista il 30 aprile 2026. Non abbiamo trovato, alla data di lettura, un dato ufficiale sulla quota di dipendenti che ha raggiunto le 40 ore: ti consigliamo di non fidarti di cifre che non citano la fonte.
Cosa fare se lavori in un ente pubblico
Tre cose. Concrete. Chiedi all’ufficio del personale dove sono indicati gli obiettivi formativi dell’ente: la direttiva li colloca nel PIAO, nella sezione del piano triennale dei fabbisogni del personale. Registra i corsi che completi, perché l’amministrazione deve tracciare chi li ha conclusi con successo. E se sei un dirigente, ricorda che l’obiettivo è tuo: la tavola riassuntiva della direttiva indica la formazione per 40 ore all’anno come obiettivo di performance di ciascun dirigente, prioritariamente su leadership e soft skills.
Fuori dalla PA la logica è diversa: chi lavora in azienda privata passa dai fondi interprofessionali, come spiega la guida formazione dei dipendenti: corsi obbligatori, costi e fondi, e dal tema sicurezza trattato in formazione sulla sicurezza e fondi. Per capire quando un corso lo paga l’azienda, c’è l’articolo su corsi pagati dall’azienda.
Le direttive e i contratti di comparto cambiano. Verifica sempre alla fonte: il testo integrale è sul sito del Dipartimento della funzione pubblica (pagina della direttiva).
Domande frequenti
La direttiva sulle 40 ore è una legge?
No. È un atto di indirizzo del Ministro per la pubblica amministrazione, datato 14 gennaio 2025, che fissa un obiettivo di performance per i dirigenti. Alcuni corsi richiamati al suo interno, come la sicurezza sul lavoro, sono invece obbligatori per legge.
Se non faccio 40 ore rischio una sanzione?
Nel testo della direttiva le conseguenze indicate riguardano i dirigenti responsabili della formazione. Non abbiamo trovato sanzioni previste per il singolo dipendente. Il tuo contratto di comparto e il regolamento dell’ente possono prevedere regole proprie: controllale.
Le 40 ore si fanno solo su Syllabus?
No. Syllabus è la porta d’ingresso gratuita, ma la direttiva ammette anche i corsi della Scuola Nazionale dell’Amministrazione, di Formez PA, la formazione in house e l’offerta di mercato, da indicare nel PIAO.
Anche i dirigenti devono fare 40 ore?
La tavola riassuntiva della direttiva indica che ogni amministrazione assegna a ciascun dirigente, come obiettivo annuale di performance, la formazione per 40 ore all’anno, a partire dal 2025, prioritariamente sui temi della leadership e delle soft skills. Per il dettaglio vale il testo integrale.
E nel tuo ente, il piano formativo del PIAO dice già quante ore ti spettano e su quali corsi?
Scarica la guida in PDF: Le 40 ore di formazione nella PA sono obbligatorie? (PDF)
Fonti
- pagina della direttiva (funzionepubblica.gov.it)
