Formazione gratuita in azienda

CONTATTISCOPRI DI PIU'

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Formazione

Grazie ai Fondi Paritetici Interprofessionali riusciamo a fornire formazione gratuita ai dipendenti delle aziende attraverso corsi legati a piani formativi a costo zero, l’azienda dovrĆ  garantire la presenza del lavoratore al corso.

02

Assistenza

Assistiamo le aziende per permettergli di usufruire della formazione gratuita grazie ai piani formativi gratuiti dei fondi interprofessionali

03

Consulenza

Forniamo consulenza post corsi gratuiti affinchĆØ l’azienda sia sempre seguita da un esperto in grado di permettere di ottenere i maggiori benefici con il minor costo.

FORMAZIONE GRATUITA

Cosa sono e chi può accedere ai Fondi Interprofessionali?

Tutte le aziende che hanno almeno un dipendente possono destinare ad un Fondo Interprofessionale liberamente scelto una contribuzione che giĆ  versano e che l’INPS incassa.
In questo modo costruiscono un fondo a cui possono attingere quando decidono di attivare un progetto di formazione. Questa scelta ĆØ gratuita, modificabile in qualsiasi momento e non comporta costi aggiuntivi per l’azienda.

FONDI INTERPROFESSIONALI

Probabilmente, non sei a conoscenza che le aziende ed i professionisti hanno l’opportunitĆ  di accedere allaĀ formazione gratuitaĀ finanziata per i propri dipendenti: grazie all’utilizzo dei fondi interprofessionali.

Formazione gratuita

La nostra esperienza ci rende la vostra miglior scelta per la formazione gratuita dei vostri dipendenti grazie ai fondi interprofessionali.

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Aziende beneficiarie

Fondi

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Formazione Gratuita

Approfitta dei vantaggi della formazione gratuita ai dipendenti grazi ai fondi interprofessionali

Formazione dipendenti

La compentitivĆ  cresce! Non rimanere indietro, approfitta della formazione gratuita ai dipendenti per mantere la tua azienda sempre al Top!

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Fondi interprofessionali

Non sempre noti, e sempre pochi sfruttati allo scopo, iĀ Fondi InterprofessionaliĀ sono un’importante opportunitĆ  per l’azienda che vuole attivare progetti di formazione al fine di garantire una formazione gratuita ai propri dipendenti.

Quanto costa aderire a un fondo interprofessionale?

Nulla!!

E’ Gratis

Quando si parla di formazione in azienda, si pensa spesso che i costi debbano essere molto costosi e che non sia possibile risparmiare.

In realtà esiste la formazione gratuita per le aziende che decino di aderire ad un fondo interprofessionale.  Per citarne alcuni : Forte (Fondo paritetico dedicato alla formazione dei lavoratori del settore terziario: turismo, servizi, commercio, trasporti, assicurazioni), Fondimpresa (il Fondo Interprofessionale per la formazione continua dei lavoratori delle imprese industriali. È il principale in Italia ed è di Confindustria, Cgil, Cisl e Uil), Fondirigenti (Fondo Interprofessionale dedicato alla formazione manageriale, sostenuto da Confindustria e di Federmanager), Fondartigianato(Fondo Interprofessionale per la formazione dei dipendenti delle imprese artigiane), FonARCom (Fondo Paritetico Interprofessionale Nazionale per la formazione continua, dedicato ad artigianato, terziario e PMI) 

Aderire a un fondo interprofessionale non comporta alcun costo aggiuntivo: difatti l’aliquota di finanziamento, pari allo 0,30% della retribuzione imponibile dei lavoratori, deve essere comunque versata dall’azienda, unitamente alla contribuzione a copertura della disoccupazione involontaria. Si tratta, dunque, non di una spesa in più, ma di una diversa destinazione di una parte della contribuzione ordinaria per la copertura della disoccupazione involontaria.

Come si aderisce a unĀ fondo interprofessionale?

Per comunicare le adesioni ai fondi, le aziende possono utilizzare il modello di denuncia contributiva mensile Uniemens. LeĀ scelte possono essere esercitate durante l’intero anno solare, e i loro effetti decorrono dal periodo di paga, cioĆØ dal mese diĀ Ā competenza della denuncia, nel quale le stesse vengono indicate.

Il modello Uniemens deve essere utilizzato anche per comunicare la revoca dell’adesione al fondo, compreso il caso in cui siĀ Ā vuole comunicare la contestuale adesione ad un altro fondo.

Che cosa succede se si cambia fondo interprofessionale?

Se il datore di lavoro migra ad un altro fondo interprofessionale, la quota di adesione versata presso il fondo di provenienzaĀ Ā nel triennio precedente deve essere trasferita al nuovo fondo di adesione, nella misura del 70% del totale, al nettoĀ Ā dell’ammontare eventualmente giĆ  utilizzato dal datore di lavoro interessato per finanziare i propri piani formativi.

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Cosa dicono di Noi

La nostra esperienza e professionalitĆ  ci rende una scelta valida per la formazione gratuita dei vostri dipendenti.

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Come funziona davvero la formazione gratuita per i dipendenti

Ogni impresa con personale dipendente versa già ogni mese lo 0,30% del monte salari come contributo obbligatorio contro la disoccupazione involontaria. Quel denaro esce dai conti aziendali comunque, che l’azienda formi qualcuno oppure no. La differenza tra chi fa crescere le competenze del proprio personale senza spendere un euro in più e chi paga ogni corso di tasca propria sta in una scelta amministrativa: destinare quello 0,30% a un fondo interprofessionale invece di lasciarlo all’INPS.

Nient’altro. Nessuna aliquota nuova, nessun costo aggiuntivo.

Da qui nascono i percorsi formativi finanziati. L’azienda aderisce, matura una disponibilità e la usa per i moduli che le servono davvero. Quando lo spieghiamo per la prima volta a un imprenditore, la domanda che arriva è quasi sempre la stessa: se lo stavo già pagando, perché nessuno me l’ha detto? Non abbiamo una risposta elegante a quella domanda.

Cosa serve per aderire a un fondo interprofessionale

I requisiti sono pochi e alla portata di qualsiasi datore di lavoro privato. Serve una posizione INPS attiva, almeno una persona assunta e l’indicazione del codice del fondo scelto nella denuncia contributiva mensile. L’adesione è gratuita, revocabile e non vincola l’azienda a un catalogo chiuso.

Tre righe in un modulo. Tutto qui.

Il resto è analisi. Prima di proporre qualsiasi corso guardiamo i dati concreti dell’organico: mansioni, livello di partenza, ore realmente disponibili, obiettivi di sviluppo dichiarati dalla direzione. Un percorso formativo costruito su esigenze specifiche produce risultati che un catalogo generico non produce, ed è la ragione per cui non pubblichiamo un elenco di corsi uguale per tutti.

Quali sono i corsi obbligatori per i dipendenti

Sono quelli previsti dal Decreto Legislativo 81/2008 e dall’Accordo Stato-Regioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Ogni lavoratore deve ricevere una formazione generale di 4 ore, più una formazione specifica che varia con il rischio della mansione: 4 ore per il rischio basso, 8 per quello medio, 12 per quello alto. A queste si aggiungono le figure designate, come addetti al primo soccorso e antincendio, preposti e RLS, con i relativi aggiornamenti periodici.

La formazione obbligatoria per i dipendenti privati non è un adempimento burocratico da archiviare. È l’unica parte del percorso formativo che, se manca, espone il datore di lavoro a sanzioni dirette in caso di controllo o di infortunio. Nessuna scorciatoia.

Oltre l’obbligo: le competenze che cambiano il conto economico

La sicurezza mette l’azienda in regola. Punto. Non le fa guadagnare un cliente in più. Le competenze professionali che spostano il risultato sono altre e cambiano da settore a settore.

  • Area commerciale e digitale — social selling cross platform, gestione delle campagne, analisi dei dati di vendita, uso professionale degli strumenti di intelligenza artificiale applicati al lavoro quotidiano.
  • Area organizzativa — gestione del tempo, coordinamento di squadre, comunicazione interna, tecniche di negoziazione con fornitori e clienti.
  • Area tecnica — moduli verticali sui software gestionali già in uso, sicurezza informatica di base, procedure digitali che sostituiscono la carta.
  • Area lingue — percorsi calibrati sul livello reale di partenza, verificato con un test, non dichiarato a memoria.

Le modalità disponibili sono tre: aula presso la sede aziendale, formazione online sincrona, percorsi misti. La scelta dipende dai turni e dalla dispersione geografica del personale, non da una preferenza teorica. I turni comandano.

Formazione dipendenti e deducibilità: come stanno le cose

Quando l’azienda paga un corso di tasca propria, il costo rientra fra le spese per prestazioni di lavoro dipendente ed è deducibile secondo le regole ordinarie del TUIR. Quando invece il percorso è finanziato da un fondo interprofessionale l’azienda non sostiene quel costo, quindi non c’è nulla da dedurre: il vantaggio è già incassato a monte. Sono due strade alternative, e la convenienza fiscale della prima non compensa quasi mai il costo pieno che comporta. Sul caso specifico la parola definitiva resta del commercialista che segue l’impresa.

Dipendenti pubblici: perché questa strada non li riguarda

I fondi interprofessionali finanziano la formazione continua dei lavoratori del settore privato. Chi lavora nella pubblica amministrazione segue un canale diverso, con la Scuola Nazionale dell’Amministrazione e i piani formativi del proprio ente. Se sei un dipendente pubblico e cerchi corsi di formazione gratuiti, questa non è la porta giusta: lo diciamo subito per non farti perdere tempo. Canale sbagliato.

Cosa succede dopo la richiesta

Nessun preventivo automatico. Una consulenza iniziale senza impegno in cui guardiamo tre cose: quanti dipendenti ci sono e con quale inquadramento, se esiste già un’adesione a un fondo, quali competenze mancano rispetto agli obiettivi dei prossimi dodici mesi. Da lì esce un piano formativo con moduli, ore, calendario e certificazione finale. Poi si decide.

Noi partiamo sempre da quel quadro, mai da un catalogo. Abbiamo incontrato imprese che scoprono in quel momento di avere una disponibilità ferma da anni. Succede più spesso di quanto sembri.

Fondi interprofessionali 2026: quali sono e come si sceglie quello giusto

I fondi paritetici interprofessionali sono una ventina. Ognuno nasce da un accordo fra associazioni datoriali e sindacati e raccoglie le imprese di un perimetro preciso, quindi la scelta non è una preferenza personale: segue il settore e il contratto collettivo applicato. Questi sono quelli che incontriamo più spesso.

  • Fondimpresa — industria e imprese aderenti a Confindustria. Il più grande per numero di lavoratori coperti.
  • For.Te. — terziario, commercio, distribuzione, servizi, trasporti, turismo, assicurazioni.
  • Fon.Ter — terziario, turismo e servizi dell’area Confesercenti.
  • Fondartigianato — imprese artigiane e realtà assimilate.
  • FonARCom — piccole e medie imprese del terziario, dell’artigianato e dei servizi.
  • Formazienda — commercio, turismo, servizi, artigianato e PMI.
  • Fondoprofessioni — studi professionali e aziende collegate.
  • Fon.Coop — cooperative e imprese dell’economia sociale.
  • Fonservizi — servizi pubblici locali e utility.
  • FBA — banche, assicurazioni e società del credito.
  • Fondirigenti e Fondir — riservati ai dirigenti, il primo dell’industria, il secondo del terziario.

Un’azienda può aderire a un fondo per impiegati e operai e a un fondo dirigenti in parallelo: sono due contribuzioni distinte e non si escludono. Cambiare fondo si può, in qualsiasi momento dell’anno, con lo stesso Uniemens usato per aderire.

Conto aziendale e avvisi: due strade per usare gli stessi soldi

Due canali. Due logiche diverse. Qui si decide quasi tutto, ed è la parte che quasi nessuno spiega prima di far firmare l’adesione.

Il primo canale è il conto legato alla singola impresa: una quota dei versamenti torna disponibile a nome dell’azienda che li ha fatti, e si spende quando serve, con i tempi decisi dall’azienda. Prevedibile. Lento a maturare per chi ha pochi dipendenti.

Il secondo canale sono gli avvisi: bandi periodici pubblicati dal fondo, con una dotazione collettiva, una scadenza e spesso una graduatoria. Gli importi sono più alti e reggono progetti che il solo conto aziendale non sosterrebbe, però bisogna arrivare in tempo e presentare un piano che sta dentro i criteri dell’avviso. Un avviso chiuso non riapre su richiesta. Mai.

Per un’impresa con pochi dipendenti la strada realistica è quasi sempre la seconda, magari dentro un piano condiviso con altre aziende. Lo diciamo prima, non dopo aver contato la disponibilità sul conto.

Se cerchi corsi gratuiti per te e non per la tua azienda

Una parte di chi arriva su questa pagina non ha dipendenti da formare: cerca un corso gratuito per sé. Il canale è un altro e vale la pena saperlo subito.

  • Chi lavora con contratto di somministrazione tramite agenzia ha Forma.Temp, il fondo del settore: i corsi sono gratuiti per il lavoratore e si attivano tramite l’agenzia per il lavoro.
  • Chi è disoccupato o inoccupato passa dalla Regione: il programma GOL, finanziato dal PNRR, e i cataloghi regionali sostenuti dal Fondo Sociale Europeo mettono a disposizione percorsi gratuiti con attestato. L’iscrizione parte dal Centro per l’Impiego o dagli enti accreditati elencati sul portale della propria Regione.
  • Chi è assunto in apprendistato ha un canale ancora diverso: la formazione di base e trasversale rientra nell’offerta pubblica regionale, quella professionalizzante resta in capo all’azienda.

Nessuna di queste tre porte passa da noi, e mandarti a bussare a quella sbagliata non conviene a nessuno dei due. Sul blog abbiamo raccolto i percorsi aperti ai singoli lavoratori, con i requisiti veri di ciascuno.

Che corsi di formazione per dipendenti puoi davvero finanziare

“Formazione aziendale” è un contenitore enorme. Dentro ci stanno l’obbligo di legge e lo sviluppo delle competenze, e i due percorsi non si finanziano allo stesso modo né rispondono alla stessa urgenza. Prima di scrivere un programma formativo conviene separarli. Lo sa bene chi fa HR.

I corsi obbligatori: quelli che l’azienda non sceglie

Sicurezza sul lavoro secondo il D.Lgs. 81/2008, primo soccorso, sicurezza antincendio, HACCP per chi maneggia alimenti: è formazione obbligatoria, con scadenze di aggiornamento fissate per legge, non per convenienza. Alcuni fondi la ammettono dentro un piano più ampio — lo si è visto nella FAQ qui sotto — ma resta un dovere del datore di lavoro a prescindere dal finanziamento. Zero eccezioni.

Se la domanda su chi paga il corso la fai da lavoratore e non da datore di lavoro, la risposta ĆØ nella guida ai corsi di formazione pagati dall’azienda.

I corsi che cambiano il lavoro di ogni giorno

Qui il catalogo si allarga: lingue, Excel e gli strumenti che accompagnano la transizione digitale di ogni settore, ma anche competenze trasversali — comunicazione, gestione del tempo, lavoro in team — che nessun CCNL impone e che restano fra le più richieste nei piani formativi che abbiamo visto passare quest’anno. In un ambiente di lavoro che cambia in fretta l’aggiornamento tecnico da solo non basta: le aziende con turnover alto puntano su un onboarding strutturato che consolida la cultura aziendale fin dal primo giorno, quelle che vogliono trattenere le persone investono su reskilling e upskilling delle competenze tecniche già in organico.

Aula, e-learning o blended: chi sceglie cosa

Le metodologie didattiche non sono intercambiabili per ogni corso. La formazione obbligatoria si può erogare bene anche in e-learning, con verifica finale. I percorsi sulle competenze trasversali funzionano meglio in presenza o in formula blended, dove il formatore legge la reazione del gruppo in tempo reale — cosa che uno schermo non permette. La scelta pesa sul programma formativo quanto il contenuto stesso.

Il confine con la formazione professionale vera e propria — quella con qualifica regionale — resta netto: i percorsi finanziati dai fondi sono più brevi, mirati al bisogno specifico dell’azienda, e non la sostituiscono. Un piano scritto bene aumenta la produttività e la competitività dell’impresa, non solo la casella da spuntare per l’aggiornamento obbligatorio.

Domande frequenti sulla formazione gratuita per le aziende

La formazione è davvero gratuita per l’azienda?

Il costo del corso sì, quando è coperto dal fondo. Restano a carico dell’impresa le ore di lavoro del dipendente che partecipa, perché quelle vanno retribuite comunque. È l’unica voce che nessun fondo rimborsa, ed è giusto metterla in conto quando si costruisce il calendario.

Il corso di sicurezza obbligatorio si può finanziare con il fondo?

Dipende dal fondo e dallo specifico avviso. Alcuni ammettono la formazione obbligatoria dentro un piano più ampio, altri la escludono proprio perché è un obbligo di legge già in capo al datore di lavoro. Vale per la sicurezza prevista dal D.Lgs. 81/2008 come per l’HACCP nel settore alimentare. Si verifica sul regolamento del fondo prima di progettare il piano, non dopo.

I corsi si fanno online o in aula?

Entrambe le modalità sono ammesse, insieme ai percorsi misti. L’aula in sede aziendale funziona dove il personale sta in un luogo solo; l’online sincrono è l’unica strada praticabile con più filiali o turni sfalsati. Comandano i turni.

Al termine viene rilasciato un attestato?

Sì, un attestato di frequenza con il monte ore e i contenuti svolti, che l’azienda conserva come prova dell’attività formativa. Da non confondere con le qualifiche professionali rilasciate dalle Regioni al termine dei percorsi lunghi: sono documenti diversi, con valore diverso. Molto diverso.

Si possono finanziare corsi di inglese o di Excel?

Sì, lingue e informatica sono fra le voci più richieste in assoluto. Excel oltre le funzioni di base cambia le giornate di chi lavora sui numeri più di quanto le cambi qualunque corso motivazionale. L’inglese funziona a una condizione: partire dal livello reale, misurato con un test d’ingresso, e non dal livello dichiarato nel curriculum.

Quali requisiti servono per iniziare?

Una posizione INPS attiva, almeno un dipendente e l’adesione al fondo indicata nella denuncia contributiva mensile. Nient’altro. Non servono una dimensione minima, un bilancio in utile o anni di anzianità.

Quanto tempo passa fra la richiesta e l’avvio del corso?

Sul conto aziendale i tempi li detta l’impresa, perché le risorse sono già lì. Sugli avvisi li detta il bando: finestra di presentazione, istruttoria, data di avvio fissata dal fondo. Nessuna deroga. Chi si muove a ridosso della scadenza quasi sempre rinuncia, e noi abbiamo visto capitare anche a piani formativi scritti bene.

Ci sono ancora risorse disponibili nel 2026?

Sì. I fondi raccolgono lo 0,30% ogni mese, quindi la dotazione si rigenera di continuo: quello che si esaurisce è il singolo avviso, non il sistema. Chi non ha mai aderito parte da zero e accumula dal mese in cui indica il codice del fondo nella denuncia. Prima si aderisce, prima la disponibilità inizia a formarsi.

Quali sono i corsi aziendali disponibili per i dipendenti?

Il catalogo di corsi finanziabile si divide in due blocchi. Da una parte la formazione obbligatoria: sicurezza sul lavoro, primo soccorso, sicurezza antincendio, HACCP dove previsto. Dall’altra i corsi di sviluppo — lingue, digitale, competenze trasversali, gestione del team, pensati per supportare chi coordina persone — che non sono un obbligo di legge ma restano la parte più consistente dei piani che arrivano in consulenza.

Quali sono i corsi di formazione più richiesti dalle aziende?

Tre categorie vincono quasi sempre: digitale (Excel avanzato, strumenti di intelligenza artificiale, gestione dati), lingue — l’inglese soprattutto — e soft skill per chi coordina un team o sta a contatto con i clienti. Seguono l’onboarding per i nuovi assunti e l’aggiornamento sulle norme di settore legate al proprio CCNL.

Se vuoi capire se la tua impresa rientra, il punto di partenza è la consulenza gratuita senza impegno. Chi preferisce prima farsi un’idea di chi ha di fronte può leggere il profilo del consulente, oppure gli approfondimenti sul blog dedicato alla formazione, dove trattiamo anche il mondo dei percorsi aperti ai singoli lavoratori: dalle certificazioni gratuite realmente riconosciute ai corsi gratuiti di programmazione, fino alla rassegna dei 50 corsi gratuiti disponibili in Italia.

Per entrare nel merito ci sono le guide dedicate: quali corsi sono obbligatori per i dipendenti, quanto costano e chi li finanzia, come funzionano i fondi interprofessionali, la differenza fra Conto Formazione e Conto Sistema, cosa deve contenere un piano formativo finanziato e se la formazione sulla sicurezza si può finanziare con i fondi.