Si aderisce dalla denuncia contributiva mensile UniEmens all’INPS: nella sezione dei fondi interprofessionali si sceglie “Adesione”, si inserisce il codice del fondo e il numero di dipendenti interessati al contributo dello 0,30%, esclusi i dirigenti. Per Fondimpresa il codice è FIMA. Non costa nulla in più, si fa una volta sola e non va rinnovata.

Detta così sembra una formalità. In parte sì. Ma dietro quel codice ci sono scelte che pesano per anni: quale fondo, quando, con quante matricole, e cosa fare se un giorno lo si vuole cambiare. Le vediamo in ordine, con le fonti: la legge 388 del 2000 e le istruzioni operative pubblicate da Fondimpresa, che abbiamo letto il 6 ottobre 2026.

Chi può aderire a un fondo interprofessionale?

I datori di lavoro che versano all’INPS il contributo integrativo dello 0,30% previsto dall’articolo 25 della legge 845 del 1978. L’articolo 118 della legge 388/2000 stabilisce che le aziende aderenti versano quel contributo all’INPS, che lo trasferisce al fondo indicato dal datore di lavoro, dedotti i soli costi amministrativi.

Chi non aderisce non risparmia. Niente. Il comma 5 dello stesso articolo conferma l’obbligo di versare comunque il contributo all’INPS. Cambia la destinazione.

Come si sceglie il fondo giusto?

La legge prevede fondi per i settori dell’industria, dell’agricoltura, del terziario e dell’artigianato, istituiti da accordi interconfederali tra le organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori, più fondi o sezioni dedicate ai dirigenti. Fondimpresa dichiara che le aziende possono aderire liberamente a uno dei fondi attivi.

Tre criteri pratici, più utili del nome:

  • i canali di finanziamento: conto aziendale, avvisi, o entrambi, e con quali tempi;
  • la presenza sul territorio: chi ti aiuta a scrivere e rendicontare il piano;
  • la coerenza con il settore: temi e regole degli avvisi cambiano da fondo a fondo.

La differenza tra conto aziendale e avvisi è spiegata nella guida Conto Formazione o Conto Sistema. Leggila prima. Non dopo.

Quali dati servono per compilare l’UniEmens?

Secondo le istruzioni di Fondimpresa, nella funzione Denuncia Aziendale del flusso UniEmens bisogna:

  1. selezionare anno, mese di contribuzione e matricola INPS;
  2. scegliere, nell’elemento dedicato ai fondi interprofessionali, l’opzione “Adesione”;
  3. inserire il codice del fondo (FIMA per Fondimpresa);
  4. indicare il numero dei dipendenti interessati all’obbligo contributivo dello 0,30%, esclusi i dirigenti.

Se l’azienda ha più matricole INPS, l’operazione va ripetuta per ciascuna. È un passaggio facile da dimenticare: una matricola dimenticata resta fuori dal fondo. Per le aziende agricole il canale è diverso: il flusso trimestrale DMAG, dove non serve indicare il numero dei dipendenti.

Di solito lo fa chi elabora le paghe. La scelta, no.

Da quando ha effetto l’adesione?

Qui c’è un dettaglio da conoscere. Il testo dell’articolo 118, comma 3, della legge 388/2000, come lo riporta oggi Normattiva, parla ancora di adesioni entro il 31 ottobre con effetto dal 1° gennaio successivo. Le istruzioni operative di Fondimpresa, invece, indicano che l’adesione decorre dalla denuncia UniEmens in cui si inserisce il codice, con contributi accantonati sul conto aziendale dalla competenza del mese precedente.

Noi ci atteniamo a una regola semplice: prima di inviare la denuncia, chiedi al fondo scelto o al consulente del lavoro da quale mese partirà l’accantonamento. Una telefonata. Zero sorprese.

Come si cambia fondo o si revoca l’adesione?

Con la mobilità prevista dall’articolo 19, comma 7-bis, del decreto-legge 185 del 2008, convertito dalla legge 2 del 2009. Nella stessa denuncia UniEmens si sceglie “Revoca”, si inserisce il codice REVO e si indica il codice del nuovo fondo. Secondo Fondimpresa, dopo una procedura di adesione o mobilità non se ne può avviare un’altra per dodici mesi.

Le somme versate in passato possono seguire l’azienda solo in parte e a condizioni precise (la cosiddetta portabilità). Le regole riportate da Fondimpresa sono queste:

  • si può trasferire il 70% di quanto versato nel triennio precedente, al netto dei finanziamenti già ottenuti;
  • l’azienda, in ciascuno dei tre anni precedenti, non deve rientrare nella definizione europea di micro o piccola impresa (Raccomandazione 2003/361/CE);
  • i versamenti del triennio devono essere almeno 3.000 euro, al netto dei finanziamenti già ricevuti;
  • la richiesta va inviata al fondo di provenienza entro 90 giorni dalla revoca, tramite PEC, con il modulo previsto.

Per una piccola impresa, quindi, cambiare fondo significa ripartire da zero. Conviene saperlo.

Cosa succede dopo l’adesione?

Con Fondimpresa l’azienda diventa titolare di un Conto Formazione, dove si accumulano le risorse trasferite dall’INPS, e accede a un’area riservata dove vede saldo e movimenti e presenta i piani. Da lì in poi la parte vera è progettare la formazione: obiettivi, destinatari, ore, accordo con le parti sociali. Cosa chiede un fondo per approvare un piano lo trovi nella guida sul piano formativo finanziato; le voci di costo che restano all’azienda sono nell’articolo su quanto costa la formazione dei dipendenti.

Domande frequenti

L’adesione a un fondo interprofessionale va rinnovata ogni anno?

No. Secondo le istruzioni di Fondimpresa l’adesione si fa una sola volta, non va rinnovata e non comporta costi aggiuntivi rispetto al contributo già dovuto. Resta valida finché l’azienda non la revoca, nella denuncia UniEmens, per passare a un altro fondo. Se l’azienda ha più matricole INPS, l’adesione va fatta per ognuna.

Se un’azienda non aderisce a nessun fondo perde lo 0,30%?

Non lo risparmia e non lo recupera. Il contributo integrativo dello 0,30% resta dovuto e viene versato all’INPS secondo le regole ordinarie, come conferma l’articolo 118, comma 5, della legge 388/2000. Semplicemente non alimenta un fondo a cui l’azienda può attingere per finanziare la formazione dei propri dipendenti.

Chi compila la sezione dei fondi interprofessionali nell’UniEmens?

Chi trasmette la denuncia contributiva mensile dell’azienda: il datore di lavoro stesso oppure, più spesso, il consulente del lavoro o il centro che elabora le paghe. La scelta del fondo, però, resta una decisione dell’azienda: conviene comunicarla per iscritto, con il codice esatto e l’elenco delle matricole interessate.

Anche le aziende agricole possono aderire?

Sì. Secondo le istruzioni di Fondimpresa, per le matricole agricole l’adesione passa dal flusso trimestrale DMAG dell’INPS: si sceglie l’opzione “Nuova adesione” nell’elemento dedicato ai fondi interprofessionali e si indica il fondo. In questo caso non è necessario specificare il numero dei dipendenti interessati al contributo.

Altre risposte brevi su contributo, dirigenti e formazione in orario di lavoro sono nelle 10 domande sui fondi interprofessionali. E tu, sai già quale codice compare oggi nella denuncia della tua azienda?